LAVAZZA
Piero Lavazza nasce a
Torino il 20 agosto 1940 frequenta l'istituto tecnico per diventare ragioniere, così come
da volontà della mamma, e coltiva la grande passione
dell'aeromodellismo.
Nel 1959 questa passione
trionfa in un titolo italiano e la partecipazione del 60 ai mondiali di
Budapest.
Ma gli studi tecnici sui conti non fanno
per Piero, che è immerso nello studio dei motori e passa molte ore sul testo
tecnico di Dante Giacosa dedicato ai motori a scoppio.
Il suo esordio al volante avviene nel 1959, noleggia un kart per
correre in occasione dell'inaugurazione della pista di Pomponio di Rivoli, ma il
suo preparatore durante le prove distrugge completamente il kart, riescono a
rimetterlo insieme il giorno prima della gara, e il kart regge benissimo nelle
prove ma si rompe durante la gara.
La sua passione
continua sul modellismo dinamico e statico, alcune sue opere sono esposte al
Centro Storico Fiat.
Nel 1963 compra una
Steyr-Puch e gareggia alla stallavena-boscochiesanuova, arrivando 2° su 52
partecipanti (corre con lo pseudonimo Pic).
A
breve viene scoperto dalla madre, e vende
Allontanatosi dalle corse per le lunghe
preghiere della madre, colleziona moltissimi incidenti stradali, fino a comprare
una fiat 500, con la quale ricomincia a correre in pista.
Nel 1964 è una stagione agonistica a fasi alterne, si affida ad un
amico preparatore per preparare la sua 500, disputa parecchie gare ma
l'avvicinarsi al matrimonio, gli fa lasciare le corse ed accettare il posto in
banca che la madre da tempo cercava di fargli accettare.
In questo periodo va a vivere a Rivalta in una villetta ed
attrezza il garage ad uso officina personale, e comincia a preparare motori per
gli amici che glielo chiedono, la notizia si diffonde presto anche tra i
colleghi, che cominciano a tempestarlo di chiamate per fargli preparare le loro
autovetture stradali.
Lavazza riesce persino a
mostrare un motore da 35cv al saloncino dell'auto da competizione (ANFIA), e in
quell'occasione
Nel 1967 nasce il
figlio Paolo, e Piero ricomincia a correre
in pista.
Nel 1968 chiamato dall'ufficio del personale, viene promosso
all'ufficio titoli, per il buon lavoro svolto in banca, ma a metà anno lascia il
lavoro in banca per dedicarsi completamente al mondo delle preparazioni, aprendo
la sua prima officina a via Tripoli 157, la "Elaborazioni
Drag".
Nel
1969 la sua esperienza continua e si dedica alla preparazione di una Lotus 27 ex
formula 3 che acquista per studiare ed elaborare.
Sempre in questo periodo inizia a collaborare con la scuderia Nord
Ovest, ed elabora vettura formula Ford e formula Monza.
In questo stesso periodo Lavazza arriva alla sua millesima vettura preparata, e si sviluppa commercialmente con il lancio di kit di trasformazione come pistoni speciali, coppe olio, ingranaggi e tubi di scarico per le fiat 500 stradali e da competizione.
Nel 1971 la sua vena
creativa, lo porta a cambiare mentalità commerciale e prepara una vettura al top
nata per vincere, con la quale conquista numerosi successi.
Nel
Nel campo automobilistico fa il balzo di
qualità tecnica, grazie alle nuove normative, e comincia a elaborare testate con
condotti separati.
Comincia lavorare anche su
alcune Fulvia ufficiali e in segreto sui prototipi delle
Stratos.
L'officina si trasferisce in via
Chanoux.
Nel 1974 lascia la sua attività
agonistica in pista e si dedica completamente alla preparazione delle
auto.
La novità commerciale di Lavazza è il
noleggio di vetture preparate al top per piloti vincenti, inizia una vera e
propria attività di noleggio su larga scala.
Il
suo primo contatto col mondo dei rally lo ha con la preparazione della X1/9 di
Zuccarello, ha altre esperienze anche nell'elaborazione di vetture dedicate
all'autocross.
Nel 1976 la sua attività di
preparatore è talmente estesa, che a Vallelunga 10 delle vetture partecipanti
sono elaborate da Lavazza.
L'anno finisce nel
prestigio, esponendo 2 vetture al 1° Motor Show di Bologna, una sua fiat 500 e
Nel
A fine anno Piero capisce che l'era fiat 500 è terminata e si
rinnova preparando una fiat 127 per il giro d'Italia, per Duilio
Truffo.
Da questo momento
entra nel mondo rally a pieni giri, la 127 arriva al rally della lana 18a
assoluta.
Zuccarello scende in
pista anche lui con una 127 e si aggiudica il rally di Aosta.
La fama della 127 Lavazza cresce e altri piloti si fanno preparare
una 127 per gareggiare.
Gli anni Ottanta sono
dedicati quasi esclusivamente ai rally.
Lavazza prepara al top la 127 gruppo 2 che si aggiudica tante vittorie di classe (Asti, Rododendri) e partecipa alla targa Florio (11a assoluta prima del ritiro).
Il servizio noleggio si pregia di una fiat 127 gruppo 2
pepatissima, che vince il campionato fiat rally con
Melotto-Rossi.

Piero continuando a
preparare 127 per i clienti, prepara anche una panda 45 e una ritmo gruppo
2.
Su fiat 127 Bracco-Del Buono vincono il Trofeo Rally
Nazionale.
Nel 1982 viene preparata una nuova 127
1050 da noleggiare ai clienti che vogliono vincere. Numerosi successi si hanno
sia con la 127 noleggio che quelle private.
Nel
1984 decide di cessare l'attività e di vendere l'officina.
Nel 1985 comincia a lavorare come dipendente con Conrero, come
responsabile tecnico.
Ma dopo poco rassegna le
dimissioni e ricomincia a lavorare come preparatore nel suo garage di
Rivalta.
A fine anno prepara la mitica fiat ritmo
gruppo 2 bimotore per le competizioni su ghiaccio per Isoardi.
Nel 1986-87 la sua esperienza si sposta sul regno Alfa, lavorando
per
Il 1988 segna la
collaborazione con il Promoteam impegnato in formula 1, con le Maserati biturbo
, la collaborazione termina a fine anno.
Fino al
1992 si dedica allo studio dell'elettronica da competizione (centraline e
iniezioni), fino ad aprile quando riapre la sua officina a Bra, dove opera
attualmente.
Sviluppa una linea di alberi a
cammes, le fiat cinquecento del Trofeo, per le alfa 155 Q4 r le delta integrale
grupo N.
Nel 2000-2001 ritorna nella mischia con le piccole FIAT
preparando le 600 Sporting kit per diversi piloti che partecipano al trofeo.
Attualmente
Elaborazioni
127 1050L Gruppo 2
(Euromotors-Lavazza)
Tra le elaborazioni
più famose del noto preparatore piemontese è da ricordare la famosa 127 1050L
Gruppo 2 preparata dalla Euromotor in collaborazione stretta con Piero
Lavazza.

Auto pilotata
da Roberto Melotto, in 15 gare e 9 nove mesi, lui la giudica così: in fatto di
prestazioni è una
vetturetta
che può dare grosse soddisfazioni quasi ovunque. Il suo forte comunque è il
misto-stretto....l'assetto è
a dir poco eccezionale: assolutamente neutro e ti permette di fare la curva come
la imposti, senza
sorpresa...le origini pistaiole di Lavazza che l'ha studiata e di truffo che
l'ha messa a
punto, si fanno
sentire....abbiamo puntato tutto sull'asfalto...per rendere richiede una guida
pulita, senza
fronzoli. del
motore si deve apprezzare la prrontezza nel prender i giri e la sua dolcezza.Ha
si una buona
potenza in
assoluto perchè si parla di cento cavalli/litro ma al limite potresti
tranquillamente usarlo per
andare a fare la spesa in città senza aver
problermi di carburazione o di imbrattamento di candele...l'unico
punto debole è la frizione
che bisogna usare con molta attenzione e che abbiamo dovuto sostiture dopo ogni
gara anche se si è bruciata
solo a Ciocco...Poi sarebbe interessante provare ad adottare l'iniezione. Un
motore di questo tipo è già
quasi pronto e dovrebbe dare sui 120 cavalli con tutti ivantaggi del caso e
magari
con qualche
svantaggio in fatto di facilità di guida....."
127 1050 Gruppo A
Dopo i numerosi
successi con Duilio Truffo e la versione gruppo due, Lavazza replica con una
versione gruppo A (che si differenzia dalla precedente gr.2 per una diminuizione
di prestazioni e relativamente di costi...)
Le due versioni sono differenti ovviamente anche nella potenza, non piu 130 cavalli, ma 97-98 cavalli su una cinquanta di chilogrammi in meno, l'assenza dei codolini e pneumatici più stretti.
Le limitazioni del
regolamento portano Lavazza ad utilizzo di gran parte dei pezzi di
serie.
Il carburatore rimane il Weber 34 DMTR gia montato di serie, ma Lavazza sostituisce i getti (consentito dal regolamento, poiche la portata di benzina è libera).
Per quanto riguarda il
propulsore, va detto che forse l'intervento piu costoso e quello della
sostituzione dei pistoni con altri del tipo stampato a cielo piu alto con
deflettore della Mondial.
Le bielle restano
quelle di serie ma sono equilibrate e bilanciate, così come l'albero motore, che
viene portato al peso minimo di "fiche", e l'albero a cammes che vede la
modifica dei profili (per migliorare coppia e arco
d'utilizzo).
Il volano e
addirittura inferiore nel peso a quello indicato sulla tabella di omologazione e
si ricorre a fori che vengono riempiti di piombo.
La testa non viene
sostituita ma solo lavorata, abbassata di
Le valvole sono invece
sostituite con altre dal profilo disegnato dallo stesso Lavazza, aspirazione con
diametro da
A tutto questo occorre
poi aggiungere un cambio ravvicinato che mantiene comunque la scatola di serie e
che va accoppiato con tre possibili soluzioni di coppie al ponte cilindriche.
Non c'e autobloccante.
Niente costosi dischi
autoventilanti ma solo impianto idraulico per il freno a mano e impianto
frenante praticamente di serie ma con pastiglie
adatte.
L'assetto prevede
attacchi delle sospensioni su snodi metallici (Uniball) e avantreno con braccio
a terra negativo. Gli ammortizzatori vengono modificati nei punti di attacco
alle sospensioni e ritarati con
La scatola guida è
quella di serie mentre lo scarico viene rifatto mantenendo anche in questo caso
alcuni particolari di serie.
Tutta la scocca
subisce poi un lavoro di irrobustimento con una serie di "fazzoletti" in lamiera
applicati nei punti maggiormente sollecitati.
E' costata dai dieci
al quindici milioni.
Motore: Anteriore con
quattro cilindri linea di 1057 CC.
Alesaggio x Corsa:
76,4 x 57,8
Trazione:
Anteriore
Rapporto di
Compressione:
Potenza massima: 97 CV
a 8200 giri/min.
Coppia massima: 10 kgm
a 4000 giri/min.
Alimentazione: un
carburatore Weber 34 DMTR
Distribuzione: un
albero a cammes in testa azionato da una cinghia
dentata
Trasmissione: cambio
ravvicinato con scatola di serie. Tre coppie cilindriche finali 11:63- 14:57 -
13:61
Frizione: monodisco a
pattini sinterizzati
Peso:
Pneumatici: Kleber
8-17-13 con mescole 86 e
Cerchi: Canonica
monolitic da 6 x 13
Si cita da "TUTTORALLY
PIEMONTE" N.41, articolo di Sergio Remondino