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Renato Monzeglio, 58 anni (nel 1979) interamente dedicati alle auto in particolare quelle da corsa. 

Dopo una lunga esperienza (un po’ travagliata) con le Alfa Romeo, dirige i suoi interessi commerciali sulle auto Fiat. Il suo reparto corse è in via spalato 50 diretto con attenzione e passione, come ai tempi in cui correva e nei quali ha collezionato molte vittorie nei titoli italiani Gr.2 e Gr.4

Pilota e collaudatore del suo team ufficiale è Gino Posso, a cui è affidata la sua mini-bomba Gr.2 da pista: la fiat 127 1050.

 

La preparazione della piccola fiat è stata coordinata dal fidato Riccardo Michi (10 anni con Monzeglio), con la collaborazione di Franco Voletto e Ugo Tosin. lo sviluppo del progetto è nato con la collaborazione dei tecnici Abarth, l'ing. Sergio Limone, l'esperto "Gio" Dalla Chiesa e il supporto logistico di Giancarlo Mazzucco.

La scocca originale è tasta modificata e alleggerita al peso limite secondo fiche (690kg).

Le sospensioni sono state completamente riviste anche se ricalcano lo schema d'origine con molle speciali e ammortizzatori koni regolabili, tutti gli elementi sono rinforzati e alleggeriti , montati su giunti sferici. la balestra al retrotreno è stata realizzata con tarature diverse e con un variatore d'assetto regolabile dall'interno del cofano posteriore.

Il motore è derivato dal generoso 1050 brasile, che ora eroga 125,2 HP DIN al regime di 9600 giri al primo, il limite massimo è 122,6hp a 10.000 giri. la coppia massima è a 7000 giri con 107,2 HP.

Il rapporto di compressione è di 12 a 1 e la cilindrata è maggiorata al mite di 1062 cm3 ottenuti incrementando l'alesaggio di 6/10.

L'alimentazione è a condotti singoli con un bel "capo d'opera" in fusione che incorpora la ghigliottina a scorrimento; l'iniezione meccanica è la solita Kugelfischer azionata dal movimento dell'asse a camme. i pistoni sono dei Mondial stampati, mentre bielle e albero motore sono quelli di serie lavorati e alleggeriti e tutto tiene assai bene nonostante i regimi pazzeschi a cui il motorino fiat è capace di frullare.

La coppa dell'olio è naturalmente allargata e modificata all'interno con paratie e trappole trasversali per contrastare la forza centrifuga. il circuito comprende anche il radiatore olio e per ora non si è ritenuto necessario il carter secco, anche perchè non è omologato.

L'accensione elettronica  è Marelli induttiva con impulso magnetico.

Lo scarico è un 4 in 1 e termina sotto la vettura con un deflettore.

La frizione è una Borg and Beck e il cambio è speciale. proprio il cambio è l'unico elemento della vettura che per ora ha dato qualche noia come rapporti e autobloccante ma Riccardo conferma che sono allo studio modifiche.

Attualmente il programma di sviluppo prevede la realizzazione di un'altra testata con diverse dimensioni di valvole e condotti e un altro asse a camme, per abbassare il punto di potenza massima di 500 giri senza perdere i cavalli già ottenuti ed aumentare così il "range" di utilizzazione.

Infatti da Monzeglio (e non solo lì) sono convinti che la piccola 127 può essere decisamente competitiva, rispetto alle Ritmo 60, pur col cambio a 4 marce (già oggi è più veloce sul dritto) purché si riesca a trovare un giusto compromesso tra potenza e cambio.

 

(da “AutoSprint” del 1979 ARTICOLO: “CE L’HA CON LE Ritmo 60 la mini-bomba 127 di Monzeglio”)